mercoledì 18 gennaio 2012

La nostra bussola


Oggi parliamo di qualcosa di veramente importante: i valori.
Cosa intendiamo con valori? Un alto ideale a cui rispondere? Qualcosa che ci consente di realizzarci? Un diktat morale o etico che ci condiziona?

I valori sono delle fortissime convinzioni che dirigono i nostri comportamenti, i nostri pensieri e ci indicano costantemente la direzione verso la quale procedere e dalla quale allontanarci: rappresentano, in altre parole, la nostra bussola.

Ognuno di noi ha una ben definita scala di valori. Il comportamento di una persona dipende dal tipo di valori a cui si attiene, ma soprattutto dall'importanza che quella persona attribuisce a certi valori piuttosto che ad altri. Cosa distingue un volontario della croce rossa o della protezione civile da un assiduo frequentatore di night club, un giocatore d’azzardo o un gangster?
La risposta potrebbe sembrare banale ma non lo è.
Fondamentalmente i popoli che condividono usi e costumi ed hanno una comune cultura di riferimento, posseggono un insieme di valori molto simile. Ciò che varia da persona a persona è la gerarchia in cui sono collocati tali valori, ossia l’importanza che ogni persona attribuisce ad un valore rispetto ad un altro.

Parlando di valori è necessario fare una prima distinzione tra:
valori mezzo” e “valori fine”.
Se chiedessimo ad una persona di fare un piccolo elenco di quattro valori importanti, questa potrebbe indicarci: la sicurezza, la libertà, la famiglia, il denaro.
Di questi, i primi due sono “valori fine” perché rappresentano uno stato emotivo che si intende raggiungere, mentre gli ultimi due sono dei “valori mezzo”, in quanto rappresentano un tramite per raggiungere determinati stati emotivi.
Infatti se scendessimo nei particolari e chiedessimo: “cosa ti dà la famiglia?” probabilmente farebbe un elenco di “valori fine” come l’amore, l’affetto, , la serenità.
E se gli chiedessimo “cosa ti dà il denaro?” probabilmente risponderebbe: la sicurezza, la libertà e così via...
In pratica il “valore mezzo” e solo uno strumento per raggiungere un “valore fine”.


Molte persone non conoscono la differenza tra “valori mezzo” e “valori fine” e spesso vanno incontro a non poche frustrazioni.
Infatti ciò che ci fa stare bene sono le emozioni positive che proviamo: nel momento in cui confondiamo un mezzo con un fine è veramente difficile vivere in una condizione di serenità: si rischia di rincorrere inutilmente i “valori mezzo” senza magari mai arrivare a quel che si vuole.

Ma a prescindere dalla confusione tra “valori mezzo” e “valori fine”, è importante che ognuno conosca l’ordine gerarchico in cui sono disposti i propri valori. Capita spesso che le persone diano importanza a valori che sono in conflitto tra loro. 
Si pensi ad esempio ad una persona che attribuisce lo stesso “peso” alla carriera e all’amore per la famiglia. Il primo valore potrebbe spingerlo a viaggiare spesso per lavoro o a passare intere giornate in ufficio. Tali comportamenti potrebbero portarlo a non soddisfare appieno il secondo valore, visto che probabilmente gli impedirebbero di dedicare sufficiente tempo alla famiglia. In una situazione del genere quella persona potrebbe vivere un perenne conflitto di valori. Un conflitto che, se non risolto, potrebbe generargli una frustrazione cronica e una certa insoddisfazione per la vita che conduce. A volte ci sono dei conflitti di valori così forti che le persone restano completamente bloccate, incapaci di agire o di prendere una decisione perché non in grado di valutare quale delle due direzioni potrebbe dar loro maggiori benefici.
 Cosa fare quando c’è un conflitto di valori?
Bisogna scegliere tra l’uno o l’altro valore?
Non necessariamente. Quando si parla di valori si fa implicitamente riferimento ad una serie di condizioni o criteri che devono verificarsi affinché quel valore sia soddisfatto.

Ci sono due cose che possiamo fare per risolvere un conflitto di valori:
spostare  più in basso (o più in alto a seconda del contesto) un certo valore lungo la propria scala gerarchica;
cambiare i criteri che indicano quando quel valore è soddisfatto.
Il primo passo consiste quindi nel capire la propria gerarchia di valori.
L’esercizio da fare è quindi scrivere su un foglio di carta l’elenco di tutti i valori ai quali ci appelliamo o che in qualche modo rappresentano per noi un punto di riferimento. Questo esercizio è davvero molto importante e può cambiare radicalmente la nostra vita: facciamolo subito.
Di seguito vi fornisco una lista indicativa di possibili valori tra cui scegliere:
amore, felicità, sicurezza, coraggio, passione, fede, avventura, potere, comodità, realizzazione, successo, rispetto, divertimento, onestà, libertà, spiritualità, orgoglio, sincerità, gratitudine, fama, approvazione, fedeltà, tenacia, ambizione, intelligenza, dare il proprio contributo, fiducia, creatività, autostima, salute, generosità, dignità ecc.
Per compilare la tua lista personale di valori rispondi semplicemente ed onestamente alla domanda: “Cos’è più importante nella mia vita?”
Dapprima scriverai tutti i valori in ordine casuale, così come ti verranno in mente. A questo punto è importante definire un’opportuna gerarchia. Prenderemo il primo valore e lo confronteremo con il secondo e valuteremo quale dei due è per noi più importante. Ad esempio, prendendo in esame la lista indicata nel periodo precedente, confronteresti l’amore con il successo e ti chiederesti: “Per me, cosa è più importante, l’amore o il successo?”. Supponendo che “vincesse” il successo, passeresti poi a confrontarlo con il terzo valore e ti chiederesti: “Cosa è più importante, il successo o il rispetto?”. Supponendo che “vincesse” ancora il successo, passeresti a confrontarlo con l’orgoglio, prenderesti il valore vincente e lo confronteresti con il successivo e così via fino ad ottenere il primo valore della tua gerarchia.
Effettua il processo descritto ripetendolo per ogni singolo valore fino a creare una personale gerarchia di valori. Puoi fermarti quando hai ordinato dai 10 ai 15 valori.
Già da una prima analisi della tua scala di valori potresti renderti conto di eventuali conflitti. Ad esempio se trovi la sicurezza vicino al desiderio di avventura, o la salute vicino a “vita spericolata” evidentemente potresti avere qualche difficoltà a capire la direzione maestra verso cui indirizzare la tua vita.

E infine vediamo i criteri.
La parola “successo” è in sé una parola vuota. Assume significato solo nel momento in cui definiamo alcune condizioni pratiche che, se verificate, ci comunicano di aver raggiunto un condizione di successo. Ad esempio alcune condizioni associate al valore del successo potrebbero essere: “dirigere una grande azienda”, “avere un ruolo politico” o “conoscere tante persone importanti”. Tali condizioni sono ovviamente soggettive. Prendere consapevolezza di queste condizioni, valutarle ed analizzarle, è un primo passo per effettuare un’eventuale riformulazione delle condizioni sottese dai nostri valori. Questa riformulazione deve essere mirata a rendere le condizioni stesse il più possibile compatibili tra loro, in modo da ridurre al minimo l’insorgenza di conflitti.
Si può imparare a risolvere un conflitto di valori o attribuendo un peso minore ad un valore che crea conflitto o riformulando opportunamente le condizioni/criteri che devono verificarsi affinché i nostri valori siano soddisfatti.


grazie-ciao
GIAncarlo











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