martedì 6 marzo 2012

Inquietudine





Ma il vento irrompe per strada e le foglie cadono sul marciapiede… Alzo gli occhi e vedo le stelle che non hanno nessun senso…
E di tutto questo rimango solo io, un povero bambino abbandonato, che nessun Amore ha voluto come figlio adottivo e nessuna Amicizia come compagno di giochi.
Sento troppo freddo. Sono così stanco nel mio abbandono.
Vento, va a prendere mia Madre. 
Portamela di Notte nella casa che non ho conosciuto…
Ridammi, immenso Silenzio, la mia nutrice e la mia culla e la canzone con cui mi addormentavo…
(Fernando Pessoa, il libro dell’inquietudine)









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