domenica 3 luglio 2011

Del mangiare e del bere

A chi non piace mangiare e bere?
Mangiare e bere sono necessari. Ma quanto sono importanti?
Qualcuno ne fa uno scopo di vita, qualcun altro li apprezza più discretamente ma c’è anche chi li evita come fosse peste.
Sentiamo cosa ne dice, con grande sensibilità poetica, il grande Kahlil Gibran nel suo “Il Profeta”:    

Allora un vecchio locandiere disse: Parlaci del Mangiare e del Bere.
Ed egli disse:
Vorrei che poteste vivere del profumo della terra, e che come un’aerea pianta vi nutriste di luce.
Ma giacché dovete uccidere per mangiare e rubare al nuovo nato il latte materno per estinguere la vostra sete, sia allora il vostro un atto di adorazione.
E la vostra mensa sia un altare sul quale i puri e gli innocenti della foresta e dei campi sono sacrificati a ciò che è più puro e più innocente nell’uomo.

Quando uccidete un animale, ditegli in cuore:
“Da questo stesso potere che ti abbatte, io pure sarò ucciso; e anch’io sarò consumato.
Poiché la legge che ti consegnò nelle mie mani consegnerà me in mani più potenti.
Il tuo sangue e il mio sangue non sono che la linfa che nutre l’albero del cielo”.

E  quando addentate una mela, ditele nel vostro cuore:
“I tuoi semi vivranno nel mio corpo,
e i tuoi germogli futuri fioriranno nel mio cuore,
e la tua fragranza sarà il mio respiro,
e insieme noi godremo attraverso le stagioni”.

E in autunno, quando dalle vigne raccoglierete l’uva per il torchio, dite nel vostro cuore:
“Anch’io sono una vigna, e il mio frutto sarà raccolto per il torchio.
E come vino nuovo sarò tenuto in vasi eterni”.
E in inverno, quando spillerete il vino, fate che vi sia in voi un canto per ogni coppa;
E nel canto vi sia memoria dei giorni d’autunno, della vigna e del torchio.

E noi, che poeti non siamo (pardon, ho generalizzato!), quando mangiamo potremmo anche fare solo un pensierino su cosa stiamo facendo e magari ringraziare.
Chissà che non ci faccia bene.

Ciao
Giancarlo


  

Nessun commento:

Posta un commento