lunedì 11 luglio 2011

Gioia e dolore



Donne e motori: gioie e dolori.
Così recita un moderno detto popolare.
Leggiamo invece i meravigliosi versi di Kahlil Gibran (da “Il Profeta”):


Allora una donna disse: Parlaci della Gioia e del Dolore.
Ed egli rispose:
La vostra gioia è il vostro dolore senza la maschera.
E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso fu spesso pieno delle
vostre lacrime.
E come potrebbe essere diversamente?
Quanto più penetra e scava il dolore dentro di voi, tanta più gioia
potrete contenere.
La coppa che contiene il vostro vino non è la stessa coppa che fu
bruciata nel forno del vasaio?
E non è il liuto che accarezza il vostro animo il legno stesso scavato dai vostri coltelli?
Quando siete gioiosi, guardate a fondo nel vostro cuore e vedrete
che solo quello che vi ha dato dolore vi dà ora gioia:
Quando siete dolenti, guardate ancora nel vostro cuore, e vedrete
che state in realtà piangendo per quello che vi ha dato diletto.

Alcuni di voi dicono: «La gioia è più grande del dolore», e altri
dicono: «No, il dolore è più grande».
Ma io vi dico che essi sono inseparabili.
Essi giungono insieme, e quando l’uno siede con voi alla vostra
mensa, ricordate che l’altro dorme sul vostro letto.

In verità, siete come bilance oscillanti tra il dolore e la gioia.
Soltanto quando siete svuotati, siete fermi e bilanciati.
Quando il tesoriere vi solleva per pesare l’oro e l’argento, necessariamente gioia o dolore dovranno alzarsi o ricadere.



Se vi capita di attraversare un periodo “NO” ripensate a questi versi e chiedetevi come sarebbe la vostra vita senza “dolori”.
Come scrive Gibran gioie e dolori coesistono. I dolori sono soltanto qualcosa di brutto da dimenticare e superare o possono esserci utili?
Possono insegnarci qualcosa?
Cosa vi hanno insegnato i dolori?


Ciao
Giancarlo



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