mercoledì 16 novembre 2011

Povera vittima!


Conoscete persone "vittimiste? 
E chi non ne conosce? Magari è una persona cara, un parente stretto, un amico, un conoscente, un collega, un vicino.
Povera vittima!
Sempre a lamentarsi di questo e quello. Questo mondo è proprio fatto male. Le cose non dovrebbero andare così.
E cosa fanno in genere queste persone per cambiare lo “status quo”? Nella maggior parte dei casi poco o niente. E voi cosa fate quando vi capitano questi personaggi che vi si appiccicano con una sequela interminabile di lamentele e disgrazie assortite? Li ascoltate volentieri e li confortate o cercate di congedarli gentilmente?



Siete anche voi un po’ vittimisti? Avete anche voi bisogno di scaricare le vostre sfortune sul malcapitato di turno?
Va bene, un po’ vittimisti lo siamo tutti. Un pochino. Tutti sentiamo a volte la necessità di sfogare le nostre piccole e grandi sofferenze e, con la persona giusta che ti sa ascoltare, fa anche bene. Ma le “vittime di professione” sono davvero indigeste. Credono di dover essere trattate in maniera speciale perché sono delle vittime, si sentono moralmente migliori di coloro che le mortificano e le offendono. Inoltre amano essere comprese dopo essere state danneggiate e parlano sempre delle loro sventure per ottenere il controllo, il potere, la comprensione, la simpatia.
Già, perché in qualche modo gli conviene “fare le vittime”, hanno un loro tornaconto.
Solo che questo loro atteggiamento, nonostante il vantaggio secondario, li fa sentire fondamentalmente infelici, “giustamente” sofferenti, gli impedisce di difendere i loro diritti, li induce ad inutili auto-torture e ovviamente non li fa smettere mai di lamentarsi in quanto sono fermamente convinti che il lamento sia l’unico ed il solo modo giusto di fare.
E voi cosa ne pensate? Conviene davvero lamentarsi? Vi accontentate delle briciole della vita o della compassione del vostro ascoltatore o magari pensate che sia meglio diventare protagonisti della propria vita?
Nella seconda ipotesi ci sono delle cose che si possono fare.
Certamente saprete che è molto difficile togliersi delle abitudini, belle o brute che siano.
Ma si può fare. Sì che si può fare.
Intanto si potrebbe evitare di pensare al passato: se vivi nel “qui & ora” che motivo c’è di pensare alle cose del passato? Goditi l’attimo, impara a goderti la realtà che hai di fronte.
Hai proprio bisogno di soffrire? A cosa ti serve? Quale vantaggio ne trai? Se ne puoi trarre un insegnamento, non dovresti sentire meglio?
Nella vita possono capitare e capitano eventi spiacevoli che ci portano dolore ma certamente non è necessario torturarsi.
Fai valere i tuoi diritti e non permettere a nessuno di dirti quanto devi soffrire. Se il comportamento degli altri non lo puoi controllare, la tua risposta ad esso quella sì che la puoi controllare. E smettila di piagnucolare altrimenti resti sempre al punto in cui sei. Resti sempre più legato al tuo ruolo di “vittima”.



grazie-ciao
GIAncarlo

     
        





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