Il simpatico ingegnere/filosofo Luciano De Crescenzo nel suo
libro “Socrate” così ci presenta la figura del grande filosofo greco:
“Il fatto è che Socrate non è solo un filosofo vissuto
duemila e quattrocento anni fa, ma è anche un modo d’intendere la vita
(«socratico», per l’appunto). In lui non esistono le tensioni dell'uomo comune,
tutto proteso alla ricerca del Potere, del Denaro e del Successo. In Socrate
predomina la voglia di sapere, di mettere sempre in discussione quello che già
conosce, di capire da che parte si nasconda il Bene. La conoscenza, insomma,
elevata a ragione di vita. «Si racconta che, poco prima di bere la cicuta,
Socrate abbia ricevuto in carcere un maestro di musica per ' farsi impartire
una lezione di cetra. In verità, Platone ne parla solo di sfuggita nell'Eutidemo, ma anche se l’aneddoto fosse
stato inventato da lui, resterebbe comunque illuminante per capire il filosofo.
Alla domanda di un discepolo: «Perché imparare a suonare la cetra, se di qui a
poche ore ti faranno bere la cicuta?» Socrate rispose: «Perché mi piace
imparare».
Ora, se gli uomini scoprissero il piacere del conoscere fine a se stesso, tutto il nostro mondo muterebbe di colpo. Gli studenti, per esempio, non farebbero più una fatica della madonna a studiare. Mossi dall’amore per il sapere (in greco, filo-sofia), non subordinerebbero i più il loro impegno al miraggio del titolo di studio e finirebbero per raggiungere risultati migliori e più duraturi. Sempre, però, che dietro la cattedra sieda un professore intelligente almeno quanto Socrate.”
Certo non siamo tutti filosofi né potremmo tutti esserlo (e chi l'ha detto?).
A parte gli studenti, l'amore per il sapere potrebbe esserci utile?
Anche nella vita di tutti i giorni?
Anche nelle piccole cose?
Come sarebbe la nostra vita se non dessimo tutto (o quasi) per scontato?
Come sarebbero le nostre giornate se "ci piacesse imparare"?
grazie-ciao
GIAncarlo


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