“La felicità è il bene più alto e lo scopo dell’esistenza umana”
ARISTOTELE
Ipse dixit! La definizione non si discute.
Ma chi persegue questo scopo? Apparentemente tutti.
Penso che ognuno di noi nella sua esperienza di vita, parlando dell’argomento con altre persone, si sia potuto rendere conto che ci sono tanti uomini e donne che dichiarano di essere infelici ma che anche quelli più rassegnati e cinici ambiscono, nel loro profondo, alla felicità. Perfino quelli che almeno all’apparenza sembrano poter essere soddisfatti della loro vita sembra non riescano a godersela appieno. Allora viene da chiedersi: cosa è veramente la felicità? Di cosa abbiamo bisogno per essere felici?
La maggior parte delle persone probabilmente risponde “più soldi”. Eppure anche chi ha i soldi ritiene talvolta di non essere felice.
Come si può essere felici e rimanerlo per tutta la vita? Secondo Lucia Giovannini, autrice del libro “Mi merito il meglio”, tutto dipende da un continuo e quotidiano allenamento.
“Molta gente crede che il proprio livello di felicità sia qualcosa su cui non ha controllo: un colpo di fortuna, un dono di una buona stella che può sparire in un attimo. Invece non funziona così. La felicità è un’abilità, e come tale possiamo apprenderla. Possiamo imparare ad essere felici indipendentemente da tutto. E una volta che abbiamo raggiunto uno stato di felicità, mantenerlo è solo la conseguenza di impegno e sforzo personale.
E ha senso che sia così: non siamo forse chiamati a partecipare di persona alla creazione del nostro benessere?
Tutti possediamo i semi della felicità: sono dentro di noi per diritto di nascita. Abbiamo solo bisogno di imparare a svilupparli. Ma quanto spesso ce ne scordiamo? Quanto spesso li svendiamo, li ignoriamo o pensiamo di non meritarli?”
Qualcuno potrebbe obiettare che la felicità non esista, che sia tutto un’illusione e che in fondo non serva ma gli studi scientifici sono concordi nell’affermare che le persone felici percepiscono il mondo come più sicuro, hanno più fiducia in se stesse, prendono decisioni più facilmente, sono più tolleranti, più soddisfatte, più vitali e più sane.
“Alcuni studi sostengono addirittura che le persone felici vivono dai quattro agli undici anni in più. La felicità non solo ci fa sentire meglio, ma ci fa vivere meglio e più a lungo. Viceversa, quando siamo infelici siamo più irritabili, meno flessibili, e tendiamo a creare più problemi a noi stessi e agli altri. La ricerca della felicità non è quindi, come qualcuno potrebbe pensare, un gesto egoistico. Tutt’altro. È un dono per noi stessi e per il mondo. Un dono che ognuno di noi merita per diritto di nascita.”
E quindi?
“Supponiamo che un amico venga da voi lamentandosi che la notte fatica a prendere sonno, dicendovi che non ne può più e che vorrebbe con tutto se stesso addormentarsi velocemente.
Cosa gli suggerireste?
Sapete benissimo che più il vostro amico racconterà a se stesso quanto prendere sonno, più resterà sveglio. Più energia metterà nello sforzarsi di dormire, più questa energia gli ricadrà addosso.
Non avviene forse la stessa cosa con la felicità?
Cosa succede quando la rincorriamo a tutti i costi?
Avete mai provato a intimarvi di essere felici? Come il sonno, anche la felicità è un’esperienza che deriva da una serie di cause interiori, e non la si può ordinare a comando. E così come per il sonno, anziché accanirci a provocarla, dobbiamo imparare a creare le condizioni affinché giunga.”
Spero che l’argomento vi sia piaciuto perché ci saranno sempre interessanti approfondimenti al riguardo.
grazie-ciao
GIAncarlo


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