Sei intelligente?
Pensi di essere più intelligente degli altri?
O pensi che qualcun altro lo sia più di te?
Sull’argomento ci sarebbe più di qualche mito da sfatare.
Uno per esempio è che la nozione che l’intelligenza si misuri dalla capacità di risolvere problemi complessi, leggere, scrivere e fare conteggi a certi livelli, risolvere rapidamente equazioni astratte.
Secondo Wayne Dyer questo concetto di intelligenza ravvisa nell’istruzione formale e nella bravura libresca le vere misure della realizzazione personale. Si pensa che chi si è più distinto negli studi, chi è un cannone in una qualche disciplina scolastica (matematica, scienze), chi usa un ricco vocabolario, chi ha memoria per fatti superflui, chi è un divoratore di libri, sia "intelligente". Ma le cliniche per malattie mentali rigurgitano di pazienti che hanno tutte queste credenziali in ordine come, del resto, anche di molti pazienti che non le hanno.
" Un più sincero barometro dell’intelligenza é una vita efficiente, felice, vissuta ogni giorno, ogni minuto di ciascun giorno.
Se sei felice, se vivi ogni momento per tutto ciò che vale la pena di viverlo, sei una persona intelligente.
La capacità di risolvere un problema è un’utile aggiunta alla tua felicità: ma se tu sai che, pur essendo incapace di risolverlo, puoi sempre sceglierti la felicità o, quanto meno rifiutarti di scegliere la infelicità, allora sei intelligente. Sei intelligente perché detieni l’arma più efficace contro i "nervi a pezzi", o "esaurimento nervoso".
Ti sorprenderà forse sapere che l"’esaurimento nervoso" non esiste, che i nervi non si spezzano. Taglia un uomo, e vedi se ti riesce di trovargli dentro dei nervi spezzati. Non se ne sono mai visti.
Alle persone intelligenti i nervi non si "spezzano" perché esse rispondono di sé. Scelgono la felicità a scapito della depressione, perché sanno come affrontare i problemi della loro vita. Nota bene che non ho detto risolvere i problemi. Piuttosto che misurare la propria intelligenza dalla capacità di risolvere un problema, esse la misurano dalla loro capacità di mantenersi felici e rispettabili indipendentemente dalla soluzione o meno del problema.
Puoi cominciare a ritenerti veramente intelligente sulla base dello stato d’animo in cui decidi di affrontare le circostanze difficili. Nella vita, tutti abbiamo da combattere grosso modo le stesse battaglie. A meno di non vivere avulsi da un qualsiasi contesto sociale, tutti incontriamo difficoltà che si assomigliano. Disaccordi, conflitti, compromessi, fanno parte di ciò che si intende per appartenere al genere umano. E anche il denaro, la vecchiaia, la malattia, la morte, le catastrofi naturali, le disgrazie, sono tutti eventi che pongono dei problemi a praticamente tutti gli esseri umani.
Malgrado tali eventi, però, alcuni riescono ad evitare l’abbattimento e l’infelicità paralizzanti; altri invece crollano, cadono nell’inerzia, o vittime di un esaurimento”. Quelli che riconoscono che problemi fanno parte della condizione umana, e che non misurano la felicità dall’assenza di problemi, sono gli esseri più intelligenti che si conoscano e sono anche i più rari.
Imparare a dirigere se stessi comporta tutto un nuovo processo mentale, il quale può rivelarsi difficile perché, nella nostra società, troppe forze cospirano contro la responsabilità individuale.
Devi contare sulla tua capacità di sentirti emotivamente come tu scegli di sentirti in un dato momento della tua vita. Questa è una nozione radicale. È probabile che fino ad ora tu abbia creduto che non sia possibile controllare sentimenti, stati d’animo, emozioni; che l’ira, l’odio e la paura come, del resto, l'amore, la gioia, l’estasi siano cose che capitano. Non si controllano: si accettano. Quando avvengono fatti dolorosi, tu, naturalmente, ti addolori, e speri che succeda qualcosa di bello per tornare a star bene."
(Wayne Dyer, Le vostre zone erronee)
grazie-ciao
GIAncarlo



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