mercoledì 23 maggio 2012

Calma il giudice




Piccolo esercizio per “amarsi un po’”.

"Fate pure ciò che volete , ma siate prima di tutto di quelli che sanno volere !
Amate pure il vostro prossimo come voi stessi , ma siate prima di tutto quelli che amano se stessi !"
(Nietzsche , Così parlò Zarathustra)

Una volta che siamo sinceri, che siamo capaci di dire: "più di tutti al mondo, io amo me stesso" saremo in grado di amare anche gli altri nella piena sincerità, senza fingere, ma mostrando le carte sulla tavola.


L’attitudine mentale a giudicarvi e criticarvi di continuo quando siete al lavoro può indurvi a non essere mai contenti dell’attività lavorativa che svolgete, per quanto soddisfacente essa sia. Da un lato questo porta a soddisfacenti risultati concreti perché l’impegno profuso è grande. 
Alla lunga però potrebbe insorgere qualche sensazione poco piacevole.
Se continuate infatti ad infliggervi critiche feroci potreste ritrovarvi a soffrire di un profondo senso di inadeguatezza, sentire dentro di voi un giudice che sentenzia senza sosta.
E non è il massimo della goduria!
Ci sono persone che costruiscono la propria identità sull’insaziabile bisogno di diventare sempre più competenti e sempre più esperte nella propria professione ma, a lungo andare, tale esigenza potrebbe porre qualche dubbio.
Magari le forze potrebbero non bastare più.
Ci si potrebbe chiedere se vale la pena, se è veramente quello che si desiderava, se c’è qualcosa di più importante che si è trascurato.
E se provaste ad accettarvi così come siete, senza pretendere da voi stessi più di quanto vi sia possibile dare?
Se provaste a calmare il vostro giudice interiore?

Provate questo esercizio:
Respirate profondamente e rimanete all’ascolto dei suoni e rumori che sono attorno a voi per un paio di minuti.
Createvi un obiettivo del tipo: "Questo esercizio mi aiuterà a trovare maggior equilibrio e serenità nella mia vita" e ditelo mentalmente a voi stessi.
Ora fate tre respiri profondi e ascoltate il vostro respiro per un minuto ancora.
Poi,  con molta calma, cercate di rispondere sinceramente alla domanda:
“Chi sono io al di fuori delle mie abilità e delle capacità che possiedo nel mio lavoro? oppure “Chi sono io al di là del lavoro che svolgo?”, “C’è qualcos’altro di importante che sto trascurando?”
Lasciate che sia il vostro cuore a suggerirvi le risposte, senza fretta.
Rivolgetevi queste domande più volte, per giungere a risposte esaurienti.
Se pensate vi possa aiutare, eseguite questo esercizio per più giorni di seguito e, in particolare, prima di andare a nanna.


grazie-ciao
GIAncarlo







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