Ora, qual è il significato della vita? Per che
cosa viviamo e lottiamo?
Se riceviamo un’istruzione solo per
distinguerci, per avere un lavoro migliore, per essere più efficienti, per
meglio dominare gli altri, allora le nostre vite saranno futili e vuote.
Se riceviamo un’istruzione solo per diventare
scienziati, o studiosi dediti esclusivamente ai libri, o specialisti drogati
dal sapere, allora stiamo contribuendo alla distruzione e alla miseria del
mondo.
Se nella vita c’è un significato più ampio e
più elevato, che valore ha l'educazione se non ci aiuta a scoprirlo?
Possiamo essere molto istruiti, ma senza
un’integrazione profonda tra pensiero e sentimento le nostre vite sono
incomplete, contraddittorie e lacerate da mille paure; e finché l’educazione
non coltiva una visione integra della vita, il suo significato è ben poca cosa.
Nella civiltà odierna abbiamo diviso la
vita in così tanti scomparti che l’istruzione ha pochissimo peso, se non per
imparare una particolare tecnica o una professione. Invece di risvegliare
l’intelligenza integra dell’individuo, essa lo incoraggia a conformarsi a un
modello, ostacolando cosi la sua comprensione di sé come processo totale.
Cercare di risolvere i tanti problemi dell’esistenza ai loro diversi livelli,
separati come sono in varie categorie, denota una totale mancanza di comprensione.
L'individuo è formato da elementi diversi,
ma enfatizzare le differenze e incoraggiare lo sviluppo di un aspetto specifico
produce complicazioni e contraddizioni.
L’educazione dovrebbe determinare
l’integrazione di questi elementi separati, perché senza integrazione la vita
si trasforma in una serie di conflitti e di dolori.
Che valore ha studiare da avvocati se
perpetuiamo le controversie?
Che valore ha il sapere se rimaniamo nella
nostra confusione?
Che significato hanno le abilità tecniche o
industriali se le usiamo per distruggerci a vicenda? Che senso ha la nostra
esistenza se ci porta alla violenza e alla desolazione totale?
Anche se abbiamo denaro o siamo in grado di
guadagnarne, anche se abbiamo i nostri piaceri e le nostre religioni
organizzate, siamo in perenne conflitto.
(Jiddu Krishnamurti)


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